Non c'è molto da dire sulla posta elettronica. Anche perché le lettere sul web sono state raggiunte e superate dalla comunicazione istantanea (vedi msn messenger), dalla proliferazione di blog personali pubblici e privati e dalla voce che passa dal computer (skype e affini).
Sono di massima utilità per risolvere le pratiche burocratiche, tenersi in contatto con gli uffici Relazioni internazionali di partenza e arrivo, comunicare con i professori per questione accademiche e non.
Insomma quei sventurari pioneri del 1987 proprio non si capisce come abbiano fatto a sopravvivere alla necessità di timbrare, far firmare e controfirmare pile di pezzi carta senza nemmeno uno scanner, un fax, una casella e-mail e in tempi che definire stretti è un eufemismo: almeno facevano la gioia di uffici postali e tabaccai, che dipendessero dagli Erasmus del nosrto secolo finirebbero in bancarotta.
Le e-mail privatamente vengono usate per fare aggiornamenti rapidi ad amici e parenti sulla complicata vita Erasmus, rendono più semplice e facile la comunicazione con più persone e sono molto più economiche delle telefonate internazionali.
Per quanto riguarda l'interpretazione 'sociologica'
hanno la stessa funzione dei messaggi di testo del cellulare, sia sul posto che verso casa. Ma richiedono più tempo, più lucidità, più "pensiero" e organizzazione e meno ansia di comunicazione immediata. Anche qui la curva d'utilizzo segue quella dei cellulari.
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