erasmus connessioni
intro, telefonino, e-mail, blog, community, MSN

MSN messenger o chi per lui, anche se il MSN è in assoluto il programma più diffuso e utilizzato. È il mezzo per tenere i contatti con chi è a casa, con quelli conosciuti in Erasmus ma che sono già tornati a casa, e, infine, e in assoluto la comunicazione più divertente e assurda, con quelli che sono in Erasmus (in un'altra sala dell'università o due file più in là o a casa o negli Internet-point). Il Messenger: ovvero l'unica invenzione intelligente di Bill Gates. Siamo alla versione 7.0 di questo programmino di "messaggistica istantanea" installato praticamente su ogni pc. E tutti lo usano, e se non lo conoscevano prima dell'Erasmus hanno imparato a conoscerlo e a usarlo durante il soggiorno all'estero e ora non ne possono più fare a meno: sono nel tunnel del Messenger.

Tecnicamente non è una grande invenzione: basta avere un indirizzo e-mail, registrarsi e si è in linea. Non serve neanche avere il programma, ci si può collegare con un qualsiasi browser (quei programmini coi quali navighi indisturbato su internet). Ti permette di vedere tutti i tuoi "contatti" che hanno  il MSN e di "parlare", cioè chattare, con loro in tempo reale. Di parlarci a voce se avete le cuffiette e il microfonino, e di vedervi, se avete la web-cam. Di scambiare foto, mp3 e qualsiasi tipo di file. Con l'ultima versione ci sono un sacco di cose simpatiche e perfettamente inutili, tipo emoticon, animoticon, sfondi, come tutte le cose tecnologiche è più difficile spiegare come funziona che imparare a usarlo.

Il MSN serve per rimanere in contatto con le persone che non hai a portata di mano. È più economico del cellulare ed è più veloce dell'e-mail. Per molti è una grande invenzione. E socialmente è vero: rarissimo caso di tecnologia di basso livello utilizzata nell'interesse e per il bene della collettività.  Esempio del cosiddetto Web 2.0, di social networking, di peer-to-peer e di nuove tecnologie interessanti. A differenza delle chat, dove la comunicazione avviene con persone sconosciute, il MSN si usa prevalentemente per comunicare con qualcuno di cui conoscete la faccia (ma non perché c'è la foto a fianco al nome). Perciò non si dovrebbero verificare tutti quei fenomeni strani provocati dalla "virtualizzazione" del sé: presenza in assenza, euforia di un contatto che non è contatto e che ognuno si figura come vuole; non solo ognuno si può presentare all'altro come meglio crede, ma può immaginare chi gli sta di fronte, solo virtualmente, come più gli piace proprio in virtù del fatto di non avere nessuno con cui confrontarsi: nessuna conferma e nessuna smentita. In un rimando potenzialmente infinito di possibilità da attualizzare (linguaggio tipico di scienze della comunicazione: me ne scuso).

Però i vostri Erasmus sul MSN sono persone reali o meglio corrispondono a esseri umani che avete incontrato dal vivo. Ma sono ancora "reali" o sono identità virtuali di cui conoscete anche il corrispettivo reale? E sono istanze che confermano o smentiscono le persone vere? Ma come può qualcosa che non esiste (o esiste solo in Rete) dare veridicità, in positivo o negativo, alla realtà? E non è la realtà ad essere considerata un "altrove" sul Web?

Pausa. Prendete tutti gli Erasmus che avete conosciuto in Erasmus. Diciamo che vi siete rassegnati alla fine dell'esperienza, che siete tornati alle vostre vite precedenti. Giustamente tenete i contatti con i compagni. Siete sicuri? Chi è che continua a tenere i rapporti nell'universo parallelo della rete? Che identità è? È un Erasmus non più Erasmus ma neanche un individuo vero. Al rientro c'è una specie di dissociazione: una parte di voi ritorna alla vita precedente (non può fare diversamente: si rischia il ricovero), una parte è prigioniera del progetto, non si integra con la vita di prima, non sa spiegare, non sa parlare dell'esperienza agli altri perché fa fatica e non ne ha bisogno. Può per e-mail, cellulare, blog, forum, soprattutto Messenger riconnettersi alla parte di sé che è rimasta sospesa in Erasmus. E questo in Erasmus fluttua liberamente nelle rete. Filippo è tornato, è fisicamente a casa mentre con la mente, e quindi in qualche modo con il corpo, è ancora là, in Erasmus. Gli basta accendere il solito pc, aprire le vecchie cartelle, montar su il MSN: da una piccola scatoletta nera e pesante escono fuori contemporaneamente le foto, le immagini e i suoni dell'Erasmus passato, ma i vecchi amici, alcuni ancora più amici di prima e altri non più, sono pronti ad aggiornarlo in presa diretta su quello che gli sta succedendo ora: ritorno a casa uguale per tutti, noia, studio, insofferenza, racconti di nuovi viaggi e amori vecchi, come se fossero tutti ancora là, in Erasmus, e invece sono tutti in posti geograficamente distanti ma virtualmente presenti, spettatori e attori delle stesse storie: ogni tanto le convergenze parallele convergono.

Di questo essere-in-Erasmus parliamo meglio nel paragrafo dedicato ai viaggi.



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