La noia segue l’ordine e precede le bufere.
L. Longanesi
Così questi due sconosciuti hanno iniziato a conoscersi, e a conoscere altre decine di sconosciuti. Nelle forme e situazioni più strane, ma ne parleremo poi. Intanto il nostro Erasmus sta familiarizzando con un bel po' di persone e un bel po' di posti e ha pure cominciato ad andare all'università. Sta facendo una vita piuttosto intensa e, anche se è difficile crederci, un po' stressante. Durante la settimana va tutti i giorni, o quasi, all'università. E per i primi tre mesi, diciamo fino a dicembre, esce tutte le sere. E quando dico tutte intendo proprio tutte. Se sta a casa è perché ha invitato gente a cena. Così si formano gruppetti di persone che hanno imparato a conoscersi abbastanza bene, che mangiano spesso insieme, a mensa o nelle famose cene, che sono più o meno affiatate a seconda del numero e del carattere delle persone che fanno parte dei vari gruppi che si sono formati.
Tempo per pensare non ce n'è, ma se ci fosse il nostro Erasmus si penserebbe come un qualsiasi studente universitario. Ormai le novità hanno lasciato il posto all'abitudine, tutto quello che era nuovo e straordinario è ora risaputo e ordinario: la città non ha più segreti, l'università neppure, le persone ancor meno e le emozioni devastanti e le sconclusioni delle prime settimane sono un vago e indistinto ricordo. Sono passati solo pochi mesi ma il nostro Blob sembra in Erasmus da una vita. Insomma i primi mesi scorrono veloci e incasinati tra lezioni semi-incomprensibili in spagnolo, cene italiane e internazionali, party in discoteca e botellón – festa , ma è riduttivo –, qualche viaggio serio e un paio di gite di una giornata. Tra alti e bassi le settimane trascorrono tranquillamente, il tempo sembra non passare mai ma in un secondo siamo a dicembre. Arriva il Natale ed è tempo per tutti di tornare a casa. Quelli che si fermano anche per le vacanze natalizie sono veramente pochissimi e tutti hanno voglia di tornare e ritrovare i vecchi affetti. Quindi si fa pausa e ci si rivede tutti a gennaio.
[pausa Natale]
Ed eccoci a gennaio (come passa il tempo). Il nostro amichetto Erasmus ha una spiacevole sorpresa: deve studiare. E chi l'avrebbe mai detto? Doveva essere scritto in piccolo nel contratto che ha firmato prima di partire. E in barba a tutti quelli che sostengono che agli Erasmus gli esami li regalano, si fa tutto gennaio e metà febbraio sui libri. Una tristezza infinita. Però con gli esami si scoprono caratteristiche e comportamenti di amichetti Erasmus veramente insospettabili: persone che hanno frivolamente cazzeggiato per tre mesi si chiudono in casa e non escono neanche per i mitici saldi (ovviamente stiamo parlando di ragazze). Ragazzi che vedevi tutte le sere in giro scompaiono improvvisamente dalla circolazione, non li becchi neanche più in biblioteca. Non dico in mensa, o nei locali, ma almeno in biblioteca. Comunque, anche se gli esami non finiscono mai (come dice il saggio), almeno quelli dell'università del primo semestre finiscono per tutti. E qui cominciano le tragedie. Gli esami quelli veri e insuperabili. Il nostro Erasmus era tutto concentrato sullo studio e, appena finito di studiare, era talmente concentrato sui festeggiamenti post-esami che neanche ha avuto il tempo di realizzare che deve tornare a casa. Nooooooooooooooo!
E magari la sua reazione alla partenza si limitasse solo a un sano e liberatorio urlo.
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