erasmus notti
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Il giovedì inizia ufficialmente il fin de semana (fine settimana) con tutti i locali aperti, con botellón sparsi in giro per le case e sulla playa. Direi che per un Erasmus inizia ufficialmente la settimana. Un po' di gente è stata avvertita che c'è un botellón in spiaggia. Di solito la notizia si diffonde a macchia di leopardo e quasi sempre si ignora l'identità dell'organizzatore ufficiale. Prima di spiegare come si svolge la serata bisogna definire che cosa sia questo fantomatico botellón. Imparare che cos’è un botellón  è un'impresa veramente ardua, si tratta di una caratteristica specifica del popolo spagnolo, di una tradizione millenaria. No: in realtà l'unica cosa che di millenario ha la penisola iberica è la presenza araba. Dunque per farvi capire questo strano fenomeno sociale attingo nientepopodimenochè alla guida della Lonely Planet sulla Spagna centrale e meridionale:

Il fenomeno botellón (letteralmente "bottiglione") ha iniziato a prender piede intorno alla metà degli anni '90 e nel 2002 si è calcolato che oltre mezzo milione di giovani spagnoli si dedicava a questa "attività" ogni fine settimana. Con appena una decina di euro un gruppo di amici può acquistare una bottiglia di whisky, vodka o rum, 2 litri di coca-cola o altra bevanda analcolica, una borsa di ghiaccio e bicchieri di plastica.

Ancora meno serve per il vino, o la sangria, in tetrapak. Quest'abitudine che hanno i giovani spagnoli di riunirsi nelle  piazze a bere qualcosa il fine settimana è molto più economica che bere nei bar, ed è infinitamente più divertente ritrovarsi con decine, centinaia, migliaia di gente a far festa all'aperto piuttosto che rinchiudersi in un locale. Diciamo che si son fatti prendere la mano tanto che bere alcolici su suolo pubblico è vietato dalla legge, è stato dichiarato illegale così come l'acquisto di alcolici per i minori di 18 anni e per tutti, in certe ore della notte. Tutto questo perché si esagerava, si mischiavano alcolici e sostanze varie finendo in ospedale, gli abitanti della zona si lamentavano e i comuni dovevano spendere cifre spropositate per ripulire le strade a baldoria finita. Fin qui la guida: 22 euro ben spesi. Ma facciamo parlare la "strada".

Mai mi sarei accorta dell'illegalità del botellón se non fosse stato per la guida (e per il policía di origine polacca che me lo ha spiegato in perfetto castigliano avendomi sorpreso in compagnia di svariati Erasmus e innumerevoli alcolici in un luogo pubblico trasformato momentaneamente in un bar). Infatti il botellón non solo è vivo, ma gode di ottima salute ed è la prima usanza locale di cui entrano in possesso gli Erasmus in terra ispanica. La polizia chiude un occhio con gli stranieri (spesso tutti e due, a volte si fa prestare occhi dalla guardia civil perché chiuderne solo due non basterebbe affatto), e la spiaggia di Alicante è zona franca. Finché il tempo regge è qui che si consumano i botellón cittadini. Con le prime piogge autunnali, verso fine novembre, i botellón traslocano nelle case, con grande gioia dei vicini e del presidente de la comunidad del palazzo (che è l'amministratore di condominio, ve l'ho detto che in Spagna sono barocchi). Quello che cambia è che il tetto fatto di stelle viene sostituito dalla copertura di mattoni.

Ma come si svolgono queste feste? Innanzitutto è difficile scoprire chi le organizza e con quale labile "scusa" (compleanni, onomastici, feste nazionali, di quartiere, fine degli esami, partenze prossime e benvenuti a amici di vecchia data). L'invito viene fatto a voce dall'organizzatore ufficiale a tutti quelli che incontra casualmente e sa essere Erasmus, e tutti quelli che ricevono l'invito lo trasmettono a mo' di catena di sant'Antonio. Perciò, se organizzato con due giorni di anticipo, grazie al passaparola quasi tutta la popolazione Erasmus sarà informata dell’evento e anche molti studenti spagnoli e gente di passaggio.

Perciò a partire da un'ora variabile (gli appuntamenti in Spagna sono sempre approssimativi), diciamo intorno alla mezzanotte cominciano ad arrivare in spiaggia orde di Erasmus in gruppetti ordinati di due o più persone. Depositano l'alcol in una zona comune e cominciano a fare conversazione con i convenuti. Da lontano potreste scambiarli per un gruppo di amici che trascorrono la notte intorno a un falò. Niente di eccezionale, insomma.

Però al posto del falò qui c'è una pila di alcolici e invece degli amici un insieme di gente perlopiù sconosciuta. Proprio perché sono sconosciuti si portano dietro l'alcol: anche se non c'è scritto sull'etichetta delle bottiglie, gli alcolici sono un potente veicolo di socializzazione. La narrativa e il cinema sono pieni di esempi esemplari, e la vita di esempi reali. Infatti quando rimarranno solo gli invasi vuoti, le lattine accartocciate, le bottiglie infilate a testa in giù nella sabbia, tutto l'alcol starà nel corpo e nelle menti dei giovani Erasmus, e gli sconosciuti saranno miracolosamente svaporati. Non ci credete? Il giorno dopo voi saluterete, e sarete salutati, da una quantità di persone di cui ignorate l'onomastico ma non la fisiognomica. Sì, l'alcol serve a socializzare, ma se volete ricordare i nomi ve li dovete segnare sul cellulare, possibilmente quando la vodka è ancora stabile nel vostro stomaco, perché se aspettate che raggiunga il cervello troverete in rubrica nomi incomprensibili e numeri incompleti. Perciò, esaurita la "riserva idrica", se vi reggete ancora in piedi (infatti non è consigliabile vomitare a inizio serata e bruciarsi il giovedì come degli astemi qualsiasi), bisogna pure lasciare la spiaggia (anche fare il bagno in notturna di solito non è una felice idea) e dirigersi verso un locale. Ecco, quindi una massa indistinta di persone, variabilmente barcollante, sicuramente disordinata, rumorosa e su di giri dirigersi verso il barrio, se è ancora aperto, o verso il 37Grados, che è quasi una discoteca normale con tanto di cubi. Stupore!

Vi abbiamo spiegato che Alicante è una città a misura di pedone. La spiaggia dista dai locali 10 minuti al massimo. E i locali del centro misurano sempre la stessa distanza massima, con punte minime di 2 secondi netti. Ma queste belle distanze misurate temporalmente valgono se percorse di giorno. Di notte c'è un fuso orario diverso. Senza contare che il gruppo può anche partire compatto dalla spiaggia (anche se qualcuno se la svigna alla chetichella, ah: l'amour!), ma si smolecolerà in mille cellule al primo semaforo (quello col "conto alla rovescia", per gli intimi), e mai, dico MAI, le parti saranno uguali ai gruppetti ordinati che attraversavano sobriamente le stesse strisce un paio d'ore prima. Poi alcune molecole si fermeranno a un 24 ore a comprare: caramelle, panini, acqua? No: vodka, rum o tequila. Altre avranno urgente bisogno di un bagno, e ogni strada ha un soccorrevole appartamento infestato di Erasmus ma provvisto di servizi. Alcuni gruppi molecolari si affezioneranno ai divani, cominceranno a sentire un leggero languorino e si faranno due spaghetti al volo, alle 4 di mattina, rinunciando per un giovedì ai locali. Ma ci sono sempre molecole con l'argento vivo addosso (con un bel legame covalente con l'atomo di Ag), che riusciranno a raggiungere il mitico 37grados e a scatenarsi.

Ora, nella geografia delle città esistono dei posti che, notoriamente, svolgono un ruolo preciso: ci sono i pub dove si va per vedere le partite, le piazze decentrate adibite allo spaccio, il bar fighetto atto allo spettegolo, i locali dove si va a ballare, e, per finire in bellezza, i locali "alla 37grados", dove si va… a pomiciare. Ma bisogna dirvi proprio tutto. Ora, uno può pomiciare anche in tutti i posti suddetti e in tutti quelli che più gli piacciono, però ci sono i locali deputati, eletti, votati. Non è che tutti possono vincere le elezioni. Perciò il 37grados non è semplicemente il 37, ma è proprio "il" 37. Soprattutto il Giovedì. Il giovedì al 37 c'è la riunione generale delle molecole "ormonali" degli Erasmus. Tutti, ma proprio tutti hanno ceduto al fascino di almeno un giovedì notte, che poi era già alba di venerdì, esibendosi in volteggi e piroette con chi più gli/le aggradava. Cambiando più volte partner nel corso della stessa serata: si chiama volubilità dei giovani.



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