erasmus sensi
intro, vista, OLFATTO, gusto, udito, tatto, sesto senso

Quello che si annusa. Questa è la percezione in assoluto più difficile da far capire agli altri e da descrivere. Che più dipende da come gira il vento, da che lato soffia. Come si fa a trasmettere l'odore di una città, della spiaggia, delle strade e delle case? Come descrivere il tanfo della basura (spazzatura), l'aroma dei fiori e delle piante, il puzzo che sale dal porto, e questi e tanti altri che si mischiano, si uniscono o respingono a seconda dell'umidità, del vento, del piano dove abiti e della strada dove cammini?

Considerando che tutte le percezioni olfattive di adesso si basano sul confronto con quelle che consideri naturali di casa tua. Per qualche milanese la spiaggia del Postiguet avrà un buon odore di mare. Per me no. Ma il sistema percettivo di tutti non ci mette niente ad abituarsi alle nuove sensazioni. E ogni volta che torni da un viaggio respiri ad Alicante "aria di casa". Che è più o meno questa: la vicina del piano di sotto che la domenica prepara la paella (e tu che continui imperterrita a fare il ragù), l'odore strano del detersivo, aglio e cipolla in ogni piatto, l'inspiegabile fissazione degli spagnoli per il latte, il chufi (una specie di orzata) e qualsiasi cosa tremendamente dolce. L'aria condizionata a palla, sia d'estate che d'inverno, il fumo del tabacco per strada e quello di canna alla mensa dell'università, i "ricordini" dei cani (ad Alicante ci sono solo quelli brutti: sono veramente inguardabili) che appestano tutte le piazze, fontane e viali della città, le gente sudata (ahhhh!) in bus, quelli che fanno jogging alle 15 con 40 gradi all'ombra, la salsedine e il profumo di fiori strani, il rosmarino e le rose dell'università (neanche la regina d'Inghilterra ha il giardino che abbiamo noi all'uni), indovinare la nazionalità di chi sta cucinando solo aprendo l'uscio di casa, la sangria aromatizzata alla cannella, il kebab (salvatore di notti distruttive ma assassino d'arterie e veleno per l'alito), il puzzo familiare e universale delle catene di fast-food (Mac, Pans, Burger), l'aria pulita e pesante, carica d'umidità, il vento che incessante gonfia vele di barche e windsurf e ti sbatte in faccia aria bollente, afa immobile che ti rimane appiccicata addosso, la disperata ricerca di uno shampoo che profumi, i negozi dove bruciano pali d'incenso per far scappare i clienti, il profumo di basilico introdotto clandestinamente dall'Italia (non so perché ma in Spagna vendono il basilico solo in quei tristissimi barattolini di spezie essiccate) che dal balcone si sparpaglia per tutta la casa (almeno una coltivazione utile, tutti 'sti Erasmus che si piantano la marijuana in casa proprio non li capisco), il gelato assolutamente inodore (lo faranno in farmacia? Hanno pure una bella fabbrichetta di fronte l'università ma proprio non riescono a fare un gusto che non sappia di acqua gelata più qualcosa di chimico, meno male che un genovese si è deportato qua a fare i gelati).


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