Vi spiego velocemente Turner.
Victor Turner (1920-1983) è un antropologo britannico, esponente di spicco della Scuola di Manchester, figlio di un'attrice e di un ingegnere che collaborò all'invenzione della televisione (purtroppo per noi).
L'imprinting genetico si farà sentire a corrente alternata nelle sue ricerche.
Combattente nella Seconda Guerra Mondiale si interessa alla carovana di zingari che staziona nei pressi della sua base militare. Finita la guerra riprende gli studi e si laurea con lode in Antropologia a 29 anni. Inizia lo studio delle società africane, sottolineando gli aspetti dinamici e i processi di trasformazione più che quelli tradizionali delle tribù. Trasferitosi in America sposta i suoi interessi sullo studio delle religioni mondiali e sulla nascente società di massa.
Negli ultimi anni di vita 'impazzisce' e si concentra sul concetto di performance studiando la realtà attraverso esperimenti teatrali, considerati come massima espressione della liminalità nella società moderna.
Tornando alla costruzione della nostra teoria per spiegare l'Erasmus, Turner è utile perchè partendo dalle teorie di Van Gennep formula alcuni concetti interessanti.
Si concentra sulla fase di margine, il limen, la soglia. Familiarizziamo con questi concetti.
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