erasmus soldi
SOLDI

I soldi, meglio dovrei dire: la cronica mancanza di denaro. Quello economico è un problema che hanno tutti (a parte quei due o tre miliardari ventenni che ci sono in giro). E gli Erasmus, pur contenti dell'invenzione del progetto e riconoscenti all'UE, la odiano fino all'impossibile perché è "tirchia". Non hanno ragione, ma nemmeno hanno tutti i torti.

L'Unione Europea dà in dotazione (in dote) a Filippo l'incredibile cifra di 120 EURO al mese. Seguono bestemmie in tutte le 25 lingue dell’Europa unita. L'UE, che è un'istituzione politica abbastanza sgamata, chiarisce subito in tutte le sedi ufficiali e non, sugli opuscoli, le guide e quant'altro (ma se invece di spendere i soldi per fare gli adesivi colorati con su scritto Erasmus portano i 120 a 150 almeno? Ma anche le tipografie devono campare) che quei 120 euro non servono a coprire tutti i costi del soggiorno all'estero. Un po' di senso del ridicolo sopravvive pure a Bruxelles: "La borsa Socrates è da ritenersi esclusivamente un contributo per le spese supplementari sostenute durante il soggiorno di studio all'estero", così recita il bando che assegna le borse. Quindi per spese supplementari intendono differenza del costo della vita? Il biglietto di andata e ritorno? Mah.

C'è da aggiungere che spesso le università possono dare integrazioni più o meno cospicue. Lo stesso possono fare le regioni (in Italia). E gli enti per il diritto allo studio (edisu et similia). Se siete fortunati la borsa del progetto Erasmus può arrivare a 500 euro al mese. Che sono tanti o pochi a seconda della città che vi tocca in sorte. Buon senso vorrebbe che l'importo della borsa venisse calcolato in base alla città di destinazione (120 euro ad Alicante sono diversi da 120 euro a Madrid, per non parlare dei 120 euro a Londra, che sono pure in sterline). Non è che tutti vanno in Spagna perché sono appassionati di corride: i paesi mediterranei sono più economici di quelli del nord Europa. In ogni caso i soldi che ha in tasca un Erasmus sono sempre pochi. Anche perché molti sono protagonisti di disavventure che vanno dalla rapina a mano armata al furto di svariati telefonini. Per non dire di certi bancomat che si rifiutano di riconoscere la vostra carta di credito lasciandovi senza nemmeno un euro in terra straniera, che non deve essere una bella sensazione.

Risolti questi "piccoli" problemi persisterà tuttavia il curioso fenomeno che fa spendere a Filippo più di quanto possa permettersi. È una delle cose inspiegabili dell'Erasmus: se vi accorgete di non essere riusciti a far fuori il budget mensile che avete a disposizione il giorno 30 scatteranno meccanismi ossessivo-compulsivi. In sigarette (non specifico la qualità del tabacco), alcol, cene fuori, viaggi, shopping riuscirete nella difficile impresa di rimanere senza soldi. È un fenomeno che colpisce tutte le classi sociali (non quelle degli Erasmus ma dei loro genitori: i soldi dalle istituzioni si ricevono a Erasmus concluso) e riguarda tutte le nazionalità. La necessità (devi vivere in un paese straniero) ti obbliga a comprare tutti i beni indispensabili. Il problema è che non fai distinzione tra necessario e voluttuario. Purtroppo fa parte del gioco e delle distorsioni che formano parte indispensabile (queste sì) dell'esperienza.



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